Il tuo lavoro lo conosci bene, eppure quando devi descriverlo, in un colloquio, nel curriculum o su LinkedIn, le parole sembrano non arrivare.
Per parlare del proprio lavoro in modo efficace è importante raccontare come lavori tu, cioè il tuo stile professionale. Il modo di lavorare è l’insieme delle abitudini professionali, delle priorità e dell’approccio con cui affronti le attività, collabori con gli altri e risolvi i problemi. Descriverlo significa spiegare non solo che cosa sai fare, ma anche come metti in pratica le tue competenze.
Perché è così difficile parlare del proprio lavoro?
Di solito le ragioni sono due. La prima è che dai per scontato ciò che sai fare: lo fai ogni giorno e non ti sembra un valore. La seconda è la sensazione di doverti vendere, che ti porta a restare sul vago o a usare formule generiche per non esporti.
In realtà un recruiter non ha bisogno di “essere impressionato” ma di capire come “funzioni” sul lavoro. Più riconosci il tuo modo di lavorare (cosa ti riesce bene, in quale contesto ti esprimi meglio) più riesci a descriverlo con esempi concreti.
Perché chi seleziona guarda anche il tuo modo di lavorare?
A parità di competenze, a fare la differenza è spesso lo stile con cui si svolge un ruolo: c’è chi lo affronta in modo più analitico e chi più creativo, chi dà priorità alla velocità e chi al metodo. Non esistono stili migliori di altri. Un creativo può sembrare poco adatto a un’azienda molto formale e diventare prezioso in una che fa dell’innovazione il proprio valore.
Nei colloqui che ho condotto in quasi 15 anni come recruiter valutavo non solo le competenze richieste ma anche il contesto dell’azienda che avrebbe assunto. Per questo, durante un colloquio, non cercare di indovinare il modo di lavorare che potrebbe piacere: racconta come il tuo può essere utile a quel contesto.
Come descrivere il tuo lavoro senza limitarti a elencare le attività?
Le attività sono più o meno le stesse per chiunque abbia il tuo ruolo. A distinguerti è come le svolgi, cosa curi di più e a cosa dai priorità. Per metterlo a fuoco prova a rispondere a queste domande:
- Cosa fai di diverso da come vedi fare lo stesso lavoro a un collega?
- A cosa dai importanza che altri tendono a trascurare?
- Cosa viene affidato a te e non ad altri del tuo gruppo? Perché?
- Per cosa ricevi più spesso apprezzamenti?
- Da cosa si capirebbe, senza che tu lo dica, che quel compito l’hai svolto tu?
Le risposte che ti dai possono diventare frasi per il curriculum, per la sezione Informazioni di LinkedIn o per rispondere a un colloquio: frasi concrete e autentiche (per esempio “Preparo un’analisi di una pagina prima delle riunioni per favorire le decisioni del gruppo”) al posto di formule astratte (come “professionista con capacità analitiche”).
Come rendere concreto ciò che dici di te?
Accompagna ogni affermazione con un esempio o una spiegazione: renderai il tuo modo di lavorare più concreto e comprensibile. Confronta queste due frasi:
Frase generica: “Sono una persona organizzata.”
Frase concreta: “Gestisco più progetti insieme: ordino le scadenze per priorità e avviso chi dipende dal mio lavoro se qualcosa slitta. Per questo spesso mi vengono affidate le consegne più ravvicinate.”
Nella seconda frase si vede cosa fai, come lo fai e che effetto ha.
Come raccontare i risultati ottenuti sul lavoro?
Per prima cosa non pensare di dover raccontare qualcosa di straordinario. Anche l’aver semplificato un processo, gestito una situazione complicata o soddisfatto un cliente difficile è una testimonianza concreta della tua esperienza e del tuo contributo.
Quando racconti un’esperienza prova a mettere in evidenza cosa hai migliorato, in cosa hai contribuito, quali obiettivi hai raggiunto, quali proposte hai portato o cosa hai cambiato. Per ogni esempio, prova a seguire questa sequenza:
- Caratteristica: come lavori
- Comportamento: che cosa fai concretamente
- Effetto: che cosa cambia grazie al tuo intervento
Come parlare delle soft skills?
Sui social e negli articoli si parla spesso delle soft skills considerate più strategiche: leadership, lavoro di squadra, problem solving. Sono generalizzazioni, non si adattano a tutti i ruoli, puoi però usare le liste delle “competenze più richieste” come spunto: scegli quelle che senti più vicine a te, chiediti perché puoi dire di averle, descrivi come le usi nel tuo lavoro. Da lì nascono gli esempi per raccontare il tuo modo di lavorare nel curriculum, su LinkedIn e nei colloqui di lavoro. Se vuoi approfondire, leggi come riconoscere le proprie soft skills.
Come usare il tuo modo di lavorare nel colloquio, nel curriculum e su LinkedIn
Una volta chiaro il tuo stile e modo di essere sul lavoro, quello che è emerso lo puoi usare su più fronti:
- Al colloquio ti aiuta a rispondere a domande come “mi parli di lei” e a descrivere le tue competenze con esempi concreti; per prepararti nel complesso c’è la guida alla preparazione del colloquio di lavoro.
- Nel curriculum dà un filo conduttore, soprattutto se hai avuto esperienze lavorative diverse.
- Su LinkedIn trova spazio nella sezione Informazioni e ti aiuta a dare un filo al tuo percorso. Per approfondire leggi cosa scrivere nella sezione Informazioni di LinkedIn e come raccontare il tuo percorso professionale su LinkedIn.
Domande frequenti su come parlare del proprio lavoro
Come si descrive il proprio lavoro in modo efficace?
Evidenzia come lavori, non solo cosa fai: cosa ti riesce bene, a cosa dai importanza. Affianca a ogni affermazione un esempio concreto e indica i risultati ottenuti, anche quelli che ti sembrano modesti.
Come parlare di sé nel lavoro senza sembrare presuntuosi?
Racconta episodi ed esempi concreti. Descrivere cosa hai fatto e con quale effetto è la strada più concreta e meno autocelebrativa.
Cosa dire se non ho risultati straordinari da raccontare?
Racconta nella tua routine lavorativa quei cambiamenti che derivano da una tua azione, per esempio come hai semplificato un processo o come hai trattato un cliente considerato difficile. Anche un miglioramento circoscritto può essere un risultato significativo, se sai spiegare qual è stato il tuo contributo.
Come descrivere il proprio modo di lavorare nel curriculum?
Scegli due o tre caratteristiche che rappresentano davvero il tuo approccio professionale e accompagnale con esempi di attività svolte, decisioni prese o risultati raggiunti. Evita di limitarti a elencare qualità come precisione, autonomia o organizzazione: spiega come si manifestano nel tuo lavoro e quale contributo portano.
Raccontare il tuo lavoro senza venderti
Parlare del proprio lavoro non significa fare autopromozione, ma riconoscere che cosa sai fare, come lavori e quale contributo porti.
Non devi trovare le parole più brillanti per descriverti: devi capire che cosa caratterizza davvero il tuo modo di lavorare e imparare a comunicarlo con esempi concreti. Questo può aiutarti a presentarti meglio nel curriculum, su LinkedIn e durante un colloquio, senza usare formule che non ti rappresentano.
Se fai fatica a riconoscere ciò che ti distingue professionalmente o a tradurlo in un CV e in un profilo LinkedIn efficaci, un confronto può aiutarti a mettere a fuoco le tue competenze e a capire come valorizzarle. Scopri i percorsi di consulenza di carriera.
