Presentarsi al colloquio di lavoro: come rispondere a “mi parli di lei”

29-04-2025 18:34

Nadia Barbati

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Scopri come presentarti al colloquio di lavoro e rispondere al “mi parli di lei” in modo efficace, autentico e mirato alla posizione.

Presentarsi al colloquio di lavoro: come rispondere a “mi parli di lei”

 

Spesso a inizio colloquio i selezionatori utilizzano domande aperte che rimangono volutamente vaghe e lasciano al candidato il compito di decidere come strutturare la risposta: da dove iniziare, quale aspetto approfondire, risposta lunga/corta...

 

Un esempio classico è la domanda “Mi parli di lei” che può essere formulata anche in questi modi:

  • Ci racconti del suo lavoro…
  • Vorremmo capire quali sono le sue esperienze…
  • Si vuole presentare...

 

Perché i recruiter iniziano il colloquio chiedendo di presentarsi e cosa valutano

 

L’obiettivo del recruiter è lasciarti il più possibile spazio per esprimerti liberamente e vedere come ti presenti, cosa scegli di raccontare e come strutturi la risposta. 

Le domande aperte servono quindi a valutare come scegli di raccontarti, più nel dettaglio:

 

  • la tua capacità di comunicare (come ti esprimi, con quali parole, con uno stile neutro e sintetico o con energia e coinvolgimento…)
  • il livello di consapevolezza del tuo percorso (se sai mettere in luce i passaggi di carriera più significativi, come esprimi le principali esperienze professionali e le tue capacità lavorative)
  • la coerenza tra la tua esperienza e la posizione (se quindi nella risposta includi informazioni rilevanti per la posizione per cui ti candidi)

 

Proprio perché lasciano “libertà di parola” le domande aperte possono mettere in difficoltà, per paura di non risultare subito interessante oppure di dire troppo o troppo poco. Tuttavia sono anche l’occasione per orientare il colloquio fin dall’inizio, mettendo in luce i tuoi punti di forza e ciò che è davvero rilevante per quella posizione.

 

“Mi parli di lei” al colloquio di lavoro: come rispondere in modo efficace ma autentico

 

Arrivare preparati al colloquio di selezione vuol dire aspettarsi di doversi presentare e rifletterci in anticipo. Eviti cosi d’improvvisare sul momento, con il rischio di agitarti e parlare in modo confuso.

Tuttavia studiarti a tavolino una risposta, da ripetere ogni volta in modo meccanico, risulta artificioso per chi ti ascolta e innaturale per te. Meglio studiare una sorta di scaletta di argomenti in tre punti:

 

  1. le tue esperienze e competenze principali
  2. cosa ti caratterizza sul lavoro
  3. la motivazione per cui stai affrontando il cambio lavorativo o stai cercando un nuovo lavoro

 

Evita di dilungarti troppo, al massimo 5 minuti di discorso. Al termine del tuo discorso, se non sai più cosa dire e vuoi evitare un momento di silenzio puoi, lascia di nuovo la parola a chi intervista con un frase tipo: “vuole approfondire qualche aspetto in particolare di quello che le ho appena detto?”

 

Come adattare la presentazione all’azienda e alla posizione

 

Prima del colloquio assicurati di avere informazioni sull’azienda e sulla posizione lavorativa aperta attraverso l’annuncio da loro pubblicato e il loro sito internet. Analizza bene quelle che sono le richieste, le priorità e in generale gli aspetti che vengono messi maggiormente in luce dall’azienda. Sfrutta questo materiale includendolo nella tua presentazione. La scaletta di argomenti per la tua presentazione sarà:

 

  1. le tue esperienze sugli argomenti di maggiore interesse per l’azienda e la posizione
  2. le competenze tecniche ma anche le soft skills che ti allineano alle richieste dell’azienda

 

Due esempi di presentazione mirata alla posizione

 

Esempio n° 1

 

Richiesta dell’azienda: Una figura amministrativa che dovrà relazionarsi molto con filiali all’estero.

Tua presentazione:  Parlerai dell’esperienza che hai in amministrazione chiarendo che hai lavorato per lo più in multinazionali  per questo hai una buona conoscenza dell’inglese e il tuo obiettivo professionale è poter conoscere e comunicare con diverse nazionalità.

 

Esempio n°2

 

Richiesta aziendale: Un programmatore e sai che all’interno utilizzano un certo software.

Tua presentazione: Al “mi parli di lei” potrai rispondere parlando dei progetti di programmazione più significativi che hai potuto realizzare grazie a quel programma specificando che conoscenza ne hai o quale formazione specifica hai seguito.

 

Le risposte così formulate permettono di mantenere naturalezza e non saranno generiche ma mirate alla posizione.

 

Un’altra strategia di risposta è strutturare la propria presentazione come un racconto come trovi in questo post https://www.nadiabarbati.it/blog-detail/post/215203/come-gestire-la-presentazione-iniziale-del-colloquio-di-lavoro-sfrutta-il-potere-del-racconto

 

Conclusione: Trasformare il “mi parli di lei” in un’opportunità professionale

 

La domanda “mi parli di lei” è spesso il primo momento decisivo del colloquio di lavoro. Prepararla con consapevolezza ti permette di guidare la conversazione, valorizzare le esperienze più rilevanti e dimostrare fin da subito il tuo allineamento con la posizione e l’azienda.

 

Non esiste una risposta perfetta valida per tutti: esiste una presentazione efficace, autentica e mirata al tuo obiettivo professionale.

 

Se vuoi prepararti in modo personalizzato alle domande del colloquio di lavoro posso aiutarti con una consulenza specifica. Contattami qui: https://www.nadiabarbati.it